#menomasia | Lo Stato Sociale, musica che ti sbatte in faccia parole e realtà

Scritto da Delord on . Postato in Menomasia

Oggi aprendo Spotify, in base a quello che ho ascoltato dice lui, mi viene suggerita una band che non conoscevo. Si chiamano: Lo Stato Sociale.
Mi sono ascoltato il loro doppio disco. Mi piace. Diretto. Esplicito e senza giri di parole. Forse per alcuni volgare. Forse perchè ormai la gente non è più abituata a dire le cose in faccia e per come stanno. Comunque sia, questo è un testo che trasuda verità. Assoluta. Buon ascolto.

“mi sono rotto il cazzo degli esperimenti del frequentiamoci ma senza impegno 
stiamo insieme ma non vediamoci che poi ho paura 
anzi vediamoci quanto ci pare ma vediamoci in compagnia 
mi sono rotto il cazzo dei codardi con l’amore degli altri 
mi sono rotto il cazzo perchè poi non si dorme più 
si sta svegli finchè non muore la speranza 
maledetta stronza che non muore mai mentre io vorrei dormire 
mi sono rotto il cazzo di questa città 
degli aperitivi a dieci euro, del clima di terrore a gratis 
dei giovani di sinistra, arrivisti, bugiardi, senza lode 
gente che in una gara di idiozia riuscirebbe ad arrivare secondo 
mi sono rotto il cazzo di quelli che vogliono andare un anno all’estero 
ma prima tre mesi da cameriere, così guadagno qualche soldo 
svegliati stronzo che sono trent’anni che mamma ti mantiene 
e le dispiace pure che vai a fare il cameriere 
mi sono rotto il cazzo delle signorine che vogliono fare un sacco di cose 
ma non ne sono in grado e se ne accorgono tardi 
e allora 800 euro per la reflex, 200 per yoga e 300 per i peli del culo e 600 d’affitto 
per emanciparsi 
mi sono rotto il cazzo della puzza di piscio delle zone industriali 
della puzza di industria dei giardini pubblici 
di tutti a lavoro in auto, una persona per auto per finanziare meglio l’Eni 
mi sono rotto il cazzo della critica musicale 
non siete Lester Bangs 
non siete Carlo Emilio Gadda, 
si fa fatica a capire cosa scrivete 
bontà di dio 
avete dei gusti di merda 
c’avete rotto il cazzo etichette indipendenti 
con 400 euro ti registro il disco in casa, suona bene, lo metti su Vimeo, fai girare la voce 
tra un anno Acocella 
e tra due anni a fare il benzinaio”

How to improvise the song “Take Five” on the piano with a Cajon.

Scritto da Delord on . Postato in Music

E chi se lo ricordava questo!
Sono passati quasi due anni. Era luglio 2012, si era da poco abbattutto il terremoto in Emilia ed in quel periodo ho partecipato ad una giornata di raccolta fondi per aiutare il ragazzo che vedete improvvisare assieme a me nel video. Lui si chiama Enrico ed è stato molto divertente duettare assieme un pò di robba Jazz (se così la si può/deve definire).
Per l’improvvisazione abbiamo preso spunto dal celebre brano “Take Five” di Dave Brubeck.

Che ne dite?

 

Paradossi, viviamo in un mondo incredibilmente paradossale.

Scritto da Delord on . Postato in Pensieri&Parole

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In questo periodo sto lavorando alla stesura del mio nuovo disco GLASS, un concept album basato sulla bellezza e sulla distruzione di quel vetro invisibile ai nostri occhi che il mondo odierno ha ormai fissato nella media delle persone. Fuori è una bella giornata. Finalmente il sole si è riconquistato il suo spazio. Questo è quel periodo dell’anno, assieme all’autunno, che amo di più; un periodo fatto per riflettere e pieno di cambiamenti. Basta osservare il mondo intorno a noi che, lentamente, cambia preparandosi all’arrivo di una nuova stagione. Ed oggi sono ricapitato, quasi per caso, su un vecchio articolo sui saldi italia 2014, che avevo condiviso sulla mia pagina facebook agli inizi di gennaio che parlava del paradosso in cui viviamo dettato dall’APPARIRE e dal CONSUMARE. Ho deciso di mantenere solamente la foto che era stata scelta in testa all’articolo perchè vale molto più di mille parole.
Perchè parlo di tutto questo? Presto lo scoprirete…glass sta lentamente prendendo forma. Ma questa, è tutta un’altra storia…

La pubblicità ci fa inseguire le macchine e i vestiti, fare lavori che odiamo per comprare cazzate che non ci servono. Siamo i figli di mezzo della storia, non abbiamo né uno scopo né un posto. Non abbiamo la Grande Guerra né la Grande Depressione. La nostra Grande Guerra è quella spirituale, la nostra Grande Depressione è la nostra vita. Siamo cresciuti con la televisione che ci ha convinto che un giorno saremmo diventati miliardari, miti del cinema, rock stars. Ma non è così.

Le cose che possiedi alla fine ti possiedono.

Chuck Palahniuk, “Fight Club”

 

#menomasia | Antonín Dvořák, una scoperta musicale molto interessante

Scritto da Delord on . Postato in Menomasia

Pur essendo io un pianista, non sono un grande esperto di musica classica…ma sto comunque cercando ed esplorando nuove / vecchie sonorità, perchè credo che non bastino 10 vite per attingere a tutta la conoscenza che l’uomo ha condiviso in tutti questi millenni…ed in particolare la musica, ricopre un ruolo fondamentale all’interno di questa condivisione.
La musica è condivisione. E’ arte. Ed al tempo stesso un accesso verso altri mondi, compreso il tuo mondo interiore.

Questa sera, scopro questo compositore a me totalmente sconosciuto: Antonín Dvořák (Dvorak).

Grazie ad enzo per averlo condiviso.

E’ stupendo. #buonanotte