EZIO BOSSO – FOLLOWING A BIRD

Quando la forza della musica supera ogni limite

Ezio Bosso Sanremo 2016

Mentre sto per scrivere questo articolo mi trovo a Tokyo. Sono passate circa due settimane dal Festival di Sanremo e mi sono ritrovato dall’altra parte del mondo ed ora, da qui, tutto mi sembra lontano anni luce… quasi tutto.

Negli ultimi anni mi sono avvicinato ad un senso di spiritualità che oltrepassa la concezione naturale di tutto ciò che ci viene insegnato nella nostra società di base Cattolica. Col tempo ho iniziato ad esplorare un mondo che ho scoperto possedere al mio interno, ma che non sapevo ancora come poter usare in modo corretto perché nessuno mi aveva mai insegnato come fare; poco alla volta mi sono perso e ritrovato dentro me stesso fino ad arrivare al punto tale di creare intorno a me la libertà, quella vera. Ed è da questo concetto che voglio far partire tutto.

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Quando si pensa in musica sento spesso dire che ci sono delle regole da seguire, che se ad esempio sto suonando un brano che ha una sequenza di quattro battute, quella successiva potrà averne altrettante quattro oppure due oppure sei oppure otto e così via, ma io spesso utilizzo schemi che non appartengono a questo ragionamento ed inizio a volare attraverso sequenze dispari, discontinue, libere, create con il solo scopo di comunicare ed emozionare senza doversi per forza adagiare su quel tecnicismo che al giorno d’oggi ha fatto sì di dover arrivare a creare tonnellate di musica con lo stampino che non identità.

Ma l’identità, a volte, è una perla rara che riusciamo ancora a trovare, basta solamente essere pronti ad ascoltare; molti mi chiedono come si fa. A loro mi capita di rispondere “Lascia che sia il vento della tua anima a guidarti”. Ed ecco che due settimane fa, mentre studiavo il Festival di Sanremo per capire cosa avremmo ascoltato nei prossimi mesi, ho conosciuto un pianista che della libertà ha fatto la sua vita, nonostante la sua lotta contro una malattia così devastante che ti corrode da dentro poco alla volta.

Questo grande artista, che purtroppo non conoscevo si chiama Enzo Bosso. Ed è a lui che questo mese va la mia riflessione che voglio racchiudere nella forza della parola “Libertà” ed in questa sua dichiarazione fatta sul palco di Sanremo:

“Questi brani, come sempre nelle mie scelte, rappresentano un piccolo percorso meta-narrativo – racconta Ezio Bosso – C’è una teoria antica che dice che la vita sia composta da dodici stanze, nessuno può ricordare la prima stanza perché quando nasciamo non vediamo, ma pare che questo accada nell’ultima che raggiungeremo. E quindi si può tornare alla prima. E ricominciare”.

Ora, chiudi gli occhi, ed immagina la tua prima stanza.

 

Il maestro Ezio Bosso ha incantato e commosso la platea di Sanremo 2016: con la sua musica (ha eseguito al piano “€œFollowing a bird” tratto dal suo album “The 12th room”) e con perle di pura poesia:

Sono così emozionato che parlo peggio del solito. Devo fare una cosa che mi fa stare bene, io quando inizio un concerto dico – Ciao! – è una parola bellissima. […] Questa signora quando ero ragazzino, tutti i giorni quando andavo al conservatorio mi diceva – aspetto di vederti a Sanremo! – e io le dicevoMa signora, io non canto!

“La Musica siamo noi, la Musica è una fortuna che condividiamo. Ci insegna la cosa più importante che esista: ASCOLTARE”.

La Musica è una vera e propria magia infatti non a caso i direttori hanno la bacchetta come i maghi. La Musica mi ha dato il dono dell’ubiquità […] La musica è una fortuna. E’ la nostra vera terapia”.

La Musica come la vita si può fare solo in un modo: INSIEME

Ho sempre sognato di poter scrivere liberamente di musica. L’articolo che hai appena letto rientra nel mio progetto che ho chiamato menomasia (unione delle parole meno male così sia); menomasia non è solo una rubrica musicale, ma è al contempo la speranza di poter continuare ad inseguire la musica, quella vera, vissuta nei live. Al di fuori degli schemi commerciali tradizionali. 
Se ti è piaciuto l’articolo, se ti ha fatto schifo, se non lo hai apprezzato, insomma: se hai qualcosa da dire, scrivilo qui sotto nel form dei commenti sarò lieto di conoscere la tua opinione! Oppure utilizza i tasti in alto a destra nella pagina per condividere l’articolo con i tuoi amici. Intanto ti ringrazio per aver letto e ti invito a non perdere tutte le interviste della rubrica cliccando qui.

4 Comments

  • sarabisu ha detto:

    complimenti!

  • Delord ha detto:

    Grazie Sara! Ho cercato di lasciare il segno su questo artista perché non poteva finire nel dimenticatoio…

  • SpiragliDiLuce ha detto:

    Molto interessante il discorso delle stanze…lo trovo interessante soprattutto perché dodici sono i mesi dell’anno e in qualche modo sembrerebbe che anche la vita sia caratterizzata dallo stesso numero… e credo che sia molto probabile che sia così, che la vita sia fatta di tante stagioni, ognuna con le sua caratteristiche….e quando arrivi alla dodicesima ti ricongiungi con la prima. Un caro saluto 🙂

    • Delord ha detto:

      Anche questo è un discorso assolutamente in linea!

      Sai che potresti aggiungere anche il ciclo delle stagioni e suddividere la nostra crescita personale ogni tre mesi. Come la vedi?

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