Le mie impressioni sul libro “Le ali sotto ai piedi” di Cesare Cremonini

By 13 aprile 2010Menomasia

Cesare Cremonini, martedì all’Off di Modena
11 apr 2010


Martedì 13 aprile Cesare Cremonini sarà all’Off di Modena, il locale del centro Musica del Comune, per presentare il suo libro “Le Ali Sotto Ai Piedi”. La tappa modenese di uno dei protagonisti più noti del panorama musicale italiano rientra nella rassegna “Storie di (stra)Ordinaria Scrittura”. Cesare Cremonini è stato il cantante e fondatore dei Lunapop, l’ultimo grande evento della discografia italiana, il loro unico album “Squérez?” ha venduto più di un milione e mezzo di copie rimanendo per oltre un anno in testa alle classifiche dei dischi più venduti. Finita quella avventura artistica, il giovane emiliano (è nato a Bologna nel 1980) si è dedicato ad una carriera solista che gli ha già fruttato tre album in studio ed uno dal vivo, oltre a quindici singoli di successo.

Nel 2009 dopo l’esordio in radio del quarto singolo estratto dall’album “Il primo bacio sulla luna” e intitolato “Il pagliaccio”, entra a far parte degli artisti che si contenderanno la seconda edizione del Premio Mogol per il miglior testo dell’anno, ottenendo due nomination. Successivamente riceve il premio History alla carriera ai TRL Awards.

All’Off di via Morandi 71, dalle 21, intervistato da Pierluigi Senatore, Cremonini presenterà il libro “Le Ali Sotto Ai Piedi”, edito da Rizzoli, dove il cantante bolognese racconta la sua adolescenza e le tappe che lo hanno portato alla notorietà di oggi.

La serata è ad ingresso gratuito e sarà aperta dal giovanissimo artista modenese Kheyre, che ha debuttato poche settimane fa con il cd “Pecore Nere”.

“Le ali sotto i piedi”  di Cesare Cremonini

Questa sera, al Circolo Culturale Off di Modena, Cesare Cremonini ha presentato la sua autobiografia “Le ali sotto i piedi“. Non potevo di certo mancare e perdermi la possibilità di conoscerlo ed ascoltare qualche brano acustico piano/voce.

Esco. Arrivo presto nel locale ma, nonostante ciò i posti sono già esauriti. Nessun problema. Mi aggrego ai tanti che si sono seduti a terra e nell’attesa sorseggio una birra. Il clima è molto conviviale, a tratti sembra quasi di stare a casa di Cesare in compagnia di tanti amici a bersi un paio di birre per parlare del più e del meno. Ed è tutto questo che rende questa presentazione unica. O forse è l’artista stesso che riesce a porsi su questo livello per diventare un tutt’uno con il suo pubblico.
La serata ha inizio con l’esibizione di Kheyre, giovane cantautore del Modenese già noto per le sue numerose date live in giro per Italia ed Europa e diversi progetti all’attivo sia da solista che con il gruppo “I musicanti di Brema“. Il pubblico apprezza notevolmente la scelta.
Il momento di Cesare non tarda ad arrivare e sale sul palco improvvisandosi egregiamente tra le domande di Pierluigi Senatore ed i suoi brani più famosi composti ed eseguiti per l’occasione al pianoforte. La serata continua in un susseguirsi di emozioni unico che fa capire a tutti i presenti, quanto la musica sia in grado di unire e trasmettere messaggi a livello universale. Non manca il bagno finale di autografi, nonché di doni… voglio citare un ragazzo che ha regalato il suo disco masterizzato e scritto a pennarello pregando il buon Cesare di dargli un ascolto e magari chiamarlo. Ho assistito a questa scena ed ho pensato che in Italia esistono giustamente quelli che vengono considerati artisti da un lato, e dall’altro, coloro i quali devono ancora capire qual è la strada giusta che la vita ha riservato per loro.
Spesso mi trovo a scontrarmi contro questo binomio. Alla fine mi chiedo “Perchè c’è tutto questo bisogno di voler essere famosi?” Sembra quasi una lotta personale contro il mondo. Sembra che se non diventiamo famosi allora abbiamo perso (che cosa?). Mentre invece basterebbe capire che ogni abitante della terra, a suo modo, è già famoso.

Tra gli interventi di Cesare Cremonini che più mi hanno colpito all’interno della serata, voglio ricordare il suo dibattito sulla situazione musicale in Italia ed i mutamenti ai quali abbiamo assistito negli ultimi dieci anni…in particolare ho apprezzato la sua riflessione sul mondo dei reality: hanno spostato l’attenzione degli ascoltatori su un modo diverso di “fare musica“.
In particolare mentre ascoltavo questo intervento, ho ripensato alla magia descritta nel suo libro mentre parlava dell’incontro con Walter Mameli, produttore dei Lunapop e suo attuale produttore… quella magia credo si sia un pò persa in quest’ultimo
decennio (2000-2010), dove basta semplicemente apparire per raggiungere un “successo” di plastica…
Come Cesare Cremonini afferma, vorrei che ritornasse la qualità nella musica, il rispetto, la semplicità e l’immediatezza… un pò in nostalgia degli anni ’60…

Unica pecca della serata (ma c’era da aspettarselo…), sono state le miriadi di persone che si sono presentate solamente con la pretesa di consegnare tra le sue mani un cd anonimo nella speranza di chissà quale “aiuto musicale“… sarò sincero, anche io ho consegnato una copia del mio libro “Sognare” ed il mio disco… ma senza nessuno scopo, un semplice regalo nato per emozionare, proprio come lui ha fatto per me con il suo libro… senza nessuna pretesa.

Ecco alcune frasi che mi hanno colpito del suo libro :


Avrei potuto anche scegliere di restare nell’ombra, magari sprofondato in un ufficio comunale, davanti ad un malandato pc, sempre a cazzeggiare su internet, ci pensi?L’estate al mare, la settimana bianca. Una fidanzata per bene. Di quelle che Un’amante di fuoco, però. Quella non poteva mancare. Una vera porca, sì, un’assassina coi guanti di pelle. Sarei diventato un gran bugiardo anch’io. E a natale tutti insieme alla messa di mezzanotte, prima del brindisi << Cin cin ! Salute ! All’anno prossimo…>>
Dall’altra parte, lontano da tutto ciò, c’era una strada sconosciuta e infinita, che si perdeva verso luoghi che sembravano irrangiungibili. Dimenticarsi di sè. Ricominciare da capo. Questo diceva il cartello luminoso acceso davanti al bivio.
Avessi chiesto a chiunque di scegliere per me, avrei commesso l’errore più grande. Ma non lo feci. Non volevo essere interpretato, nè essere capito, o spinto verso la direzione più conveniente. Sentivo una sola cosa dentro : il vento tirava verso la direzione sconosciuta, e spingeva forte alle mie spalle. Allora scelsi lei.
Era l’unica strada in cui mi riconoscessi davvero, e la scelsi, decidendo di amarla come una moglie, e proteggerla come una figlia, perchè senza amore quell’impresa sarebbe stata impossibile. Scelsi me stesso, perchè non avevo più paura di capire chi ero veramente. Scelsi di crederci. Giurai che avrei fatto quello nella mia vita. La musica. E mi ci sarei dedicato con tutta l’anima.

Non esistono artisti e non artisti. Esistono e sono sempre esistite persone che si tuffano nel mare della vita senza timore, cominciando a nuotare. Imparando a stare a galla. Sognando di incontrare, un giorno, dopo mille burrasche, la loro riva. La spiaggia a cui approdare. Ognuno a suo modo, come può. E’ quando avremo raggiunto quel luogo che incontreremo la nostra mongolfiera. Una volta perso tutto, abbandonato ogni tentativo di raggiungere mete che non ci appartengono davvero. Quando ci saremo finalmente decisi a non cercare altro se non noi stessi, quando avremo imparato che togliendo quei pesanti sacchi di sabbia si prende il volo, allora ci sentiremo davvero, e in un solo istante, “con le ali sotto ai piedi”.

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