Pensieri notturni per i miei 29 anni appena compiuti

By 10 febbraio 2014Fragiliparole

A quest’ora della notte, quando la mia mente si svuota e riesco a godermi appieno il suono del silenzio, mi vengono in mente alcuni episodi strani.

Tanti anni fa, mi trovavo steso nell’erba. Era buio pesto. Il cielo, pur essendo febbraio, era limpido e pieno di stelle. E fu allora che, dopo aver gustato un vodkatini mi apparve Pablo Neruda. Mi disse “Ciao delord, stavo giusto aspettando questo giorno per regalarti una delle mie poesie più significative. Per il semplice fatto che mi sono reso conto di tutto il tempo che stai sprecando” Mi allungò la mano e mi consegnò uno scritto, a mano.  Recitava più o meno così:

“Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.”

All’epoca avevo all’incirca 15 anni. Ancora non potevo capire la grandezza di queste parole. Ora che ne ho 29, vorrei rivederlo per stringergli la mano. Mai regalo fu più immenso…

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