06 maggio 2015, Bologna.
Partenza verso Suzhou, inizia il mio viaggio alla scoperta dell’Oriente.

L’orizzonte scorre e si infrange su un lento tramonto che osservo scomparire leggero al mio fianco. Finalmente sono riuscito a vedere il film Interstellar di cui tutti mi parlano; mi è stato di grande ispirazione per le riflessioni che sto cercando di portare all’interno del mio nuovo progetto #glass. Tutto ruota intorno all’amore universale ed alla sua bellezza; un aspetto fondamentale che fa sempre meno parte della vita delle persone. Ciò che voglio spiegare è la semplicità racchiusa all’interno di queste due parole che sembrano così rare e difficili da afferrare, ma che fanno parte di noi fin dalla nostra nascita come essere umani su questo pianeta.

Negli ultimi cinque anni ho esplorato vari campi che mi hanno portato a credere in tutto ciò che siamo in modo relativo:

  • chi ha detto che siamo soli nell’universo?
  • Chi può affermare che abbiamo una sola vita?
  • Quale essere umano può decidere per quale scopo devo vivere questa vita che ho deciso di incarnare?

Non so dove mi porterà tutto questo viaggio ma, in parte, gli ultimi cinque anni hanno fatto germogliare in me la speranza che, sempre più persone, possano liberarsi da tutto questo peso dato dal materialismo terreno che ci induce a legarci sempre più a cose e benivolatili” piuttosto che svuotare completamente noi stessi e riempire la nostra esistenza di amore e bellezza in totale armonia con l’Universo…

dettaglio-interstellar
Attenzione però a non cadere in una futile osservazione di questo concetto ai più così carnale. Quello è tutt’altro, quello è piacere. Ciò che intendo io è qualcosa che difficilmente riusciremo a spiegare. È quella forza che ci lega l’uno all’altro, quella forza che fa si che ovunque noi ci possiamo trovare in questo mondo, saremmo sempre legati nell’esercitare la pienezza dell’amore e la ricerca della bellezza.
Potrei citare il famoso giornalista Peppino Impastato che affermava che se alle persone fosse insegnato cosa significhi la bellezza non avremmo tutto questo odio, tutto questo lottare per affermare “io sono migliore di te” ma, sono certo, di scorgere nei giovani che incontro quando suono, un bagliore di speranza.

Ieri sera prima di partire ho deciso di cenare in pizzeria da mio padre ed ho avuto modo di parlare con una ragazza (14 anni la sua età), proprio di queste tematiche focalizzando la nostra chiacchierata sulle emozioni che i giovani di oggi non sono in grado di percepire perché troppo immersi in un mondo virtuale che tenderà sempre più a spegnere le coscienze. Sono rimasto però piacevolmente meravigliato nel scoprire che questa ragazza invece ha pienamente capito lo spirito con cui affrontare la vita: sulle emozioni. Posso dire di aver sorriso dentro me e tutto questo ha contribuito di sicuro ad accrescere tutto quel bisogno di amore di cui c’è fortemente necessità al mondo.

finestrino-tramonto-aereo

Sono da poco passate le 20. Ci hanno appena servito la cena su questo volo Lufthansa ed io inizio a leggere uno dei cinque libri che mi sono portato dietro in questo viaggio alla scoperta dell’Oriente: “Lo Zen e la cerimonia del Tè” di kakuzo okakura. Fin’ora non avevo mai letto nulla di simile. Sto scoprendo poco alla volta la profonda differenza di cultura che ci separa dall’Oriente e che spero di approfondire al meglio durante le prossime due settimane di viaggio; rimango stupito dalla dedizione che essi hanno verso tutto ciò che è bellezza, estetica, rito. Mi sono segnato alcune parti che voglio citare:

1) I Taoisti narrano che nel grande principio del Non Principio, Spirito e Materia si affrontarono in una lotta mortale. Alla fine l’Imperatore Giallo, il Figlio del Cielo, trionfò su Shuhyung, il demone dell’oscurità e della terra. Il titano agonizzante urtò con la testa il cielo, mandando in frantumi la celeste volta di giada. Le stelle persero i loro nidi, e la luna vagò senza meta nei deserti abissi della notte. In preda alla disperazione, l’Imperatore Giallo cercò ovunque chi sapesse riparare i cieli. Non cercò invano. Dal mare d’Oriente emerse una regina, la divina Niuka, dal capo munito di corna e dalla coda di drago, splendente nella sua armatura di fuoco. Nella sua fucina magica, essa saldò l’arcobaleno dai cinque colori e ricostruì il cielo della Cina. Ma si narra anche che Niuka scordò di saldare due sottili crepe nel firmamento azzurro. Fu così che ebbe inizio il dualismo dell’amore – due anime che si muovono nello spazio senza mai fermarsi, fino a quando non si uniscono per render compiuto l’universo. Ogni volta ciascuno deve ricostruire il proprio cielo di speranza e di pace. 

2) la commedia della vita sarebbe molto più interessante se ognuno si sforzasse di preservarne l’armonia. Mantenere il senso delle proporzioni fra le cose e lasciare spazio agli altri senza perdere il proprio; è questo il segreto del successo nel dramma terreno. 

3) Il vero uomo è colui che ha fatto di se stesso un maestro nell’arte del vivere. Al momento della nascita entra nel regno dei sogni, e solo con la morte si risveglia alla realtà. Per il vero uomo i tre gioielli della vita sono la pietà, la parsimonia e la modestia. 

4) Niente è reale, se non quello che esiste nella nostra mente.
Attenzione, la mia non è una missione e non mi sento di sicuro un profeta. Sono solamente un ragazzo che per tanti anni ha nascosto le sue emozioni e tutto ciò che provava altrimenti non sarebbe mai stato accettato dal “sistema” ed infine ha scoperto che, molto più semplicemente, basta essere sé stessi e vivere per quello che si è: emozionarsi, innamorarsi, sono alla base di un’esistenza piena e ricolma di vita.

Ora, con questo primo post incentrato sul mio viaggio in Oriente ed il progetto #glass voglio chiedere a chi legge:

  • quando è stata l’ultima volta che ti sei sentito veramente te stesso?
  • Quando hai fatto qualcosa perché ti andava di farlo e non per compiacere gli altri?
  • Quando è stata l’ultima volta che hai abbracciato qualcuno per almeno dieci secondi?
  • Ed infine, quando è stata l’ultima volta che sei uscito a bere una birra con te stesso?

Parliamone nei commenti in fondo all’articolo 😉

A presto,

Christian Carlino DeLord

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